Alleanze educative e di cura

Animare alleanze e cooperare con le persone, fin dagli esordi della loro vita, significa impegnarsi ad accoglierle e riconoscerle nella loro unicità, permettendo loro di soddisfare i bisogni profondi e crescere libere, nel rispetto della propria e altrui natura e, per quanto possibile, felici!

Perché?

La qualità delle cure che si ricevono è determinante per imparare a “volersi bene” e sentire di “valere”, condizioni necessarie per uno sviluppo globale, sano e armonioso.

Ciascuna persona costruisce la percezione di sé e del proprio valore grazie alle relazioni che vive in precoce età e successivamente, fino alla fine dei suoi giorni.

Un adulto che riconosce nel bambino, fin dai primi istanti di vita, una “persona” animata da bisogni e direttive naturali, ha bisogno di lavorare su se stessa per imparare a sostenerlo e per accompagnarne lo sviluppo, che è sempre personale e unico.

L'ambiente è un educatore silente ma determinante.

Anche i libri sono educatori silenziosi, sono ponti, sono finestre sul mondo. Non è mai troppo presto o troppo tardi per far incontrare a qualcuno un bel libro.

Il gioco libero e il movimento sono fonte di gioia, oltreché un diritto! Entrambi agiscono come fattori di protezione in situazione di difficoltà e deprivazione.

Quindi?

In quanto cittadini e\o professionisti ci impegnamo per animare un sostrato culturale allo scopo di:

  • fare chiarezza: i bisogni non sono capricci!
  • accompagnare una riflessione su fenomeni e comportamenti, familiari e non, che incidono sulla qualità della cura e sullo sviluppo della persona
  • divulgare, promuovere, condividere e sostenere buone prassi, anche per contrastare letture semplicistiche e giudicanti delle difficoltà espresse da famiglie e operatori e bambini
  • animare uno scambio attivo e formativo tra professionisti
  • promuovere la lettura (in particolar modo ad alta voce) e un incontro precoce con l'arte
  • sensibilizzare la cittadinanza, gli amministratori e i dirigenti sull'urgenza di “avvalorare gli atti di cura” che attualmente non vengono quasi mai presi in considerazione nei sistemi organizzativi e valutativi adottati nei servizi alla persona, pubblici e accreditati